Il confetto, una dolce storia di prosperità e felicità

Sono il simbolo della festa, della gioia e dei momenti felici tra amici e parenti: parliamo dei confetti naturalmente!
La loro presenza indica condivisione e ricordo di una giornata importante che non si dimenticherà facilmente: matrimonio, Cresima, Comunione, Battesimo.

Vi ricordate da chi avete ricevuto tutti i confetti che avete in casa? Certamente quelli degli amici e parenti più prossimi restano legati ai ricordi per sempre!

Ma vi siete mai chiesti quando sono nati i confetti? E’ una domanda che ci siamo posti anche noi di Confetti Gran Sasso, e così abbiamo dato un’occhiata in giro e la loro storia si perde nella notte dei tempi!

Ci è talmente piaciuta che ve la vogliamo raccontare…

Simbolo di fortuna e prosperità, di confetto si inizia a parlare già nel 447 a.C. dalla famiglia Fazi e di Apicio (14-37 d.C.), amico dell’imperatore Tiberio.

Si narra infatti che gli antichi romani fossero soliti usare i confetti per celebrare nascite e matrimoni, solo che all’epoca, non essendo stato ancora scoperto lo zucchero, si usava il miele e si produceva un composto dolce che avvolgeva la mandorla, fatto di miele e farina.

Un’altra legenda vuole invece che il confetto sia datato 1200 d.C. periodo in cui sia le mandorle che anici e i semi di coriandolo venivano ricoperti da uno strato di miele indurito.

Proprio in quegli anni inoltre il bon bon arrivava in Laguna dal Medio Oriente dove era tradizione dell’Impero Bizantino gettare questi dolci dai balconi nobiliari sul popolo in festa durante i festeggiamenti di Carnevale.

La vera svolta e forse nascita effettiva del confetto avviene con la scoperta dello zucchero; infatti esso altro non è che “un dolce formato da una mandorla ricoperta di zucchero”.

Ed è qui che entra in gioco l’Abruzzo e Sulmona in particolare; come tutti sanno infatti la cittadina in provincia de L’Aquila è la patria dei confetti: è qui che, verso il XV secolo d.C, si sviluppava la lavorazione artistica dei confetti presso il Monastero di Santa Chiara. Qui, con dei fili di seta, venivano legati dei confetti per decorare fiori, grappoli, spighe, rosari.

Una storia romantica, proprio come l’uso del confetto ai matrimoni; anch’esso un rito che sa di tradizioni.

Come quella, ad esempio, di lanciarli addosso agli sposi come segno di prosperità e fertilità (confetti più morbidi destinati proprio a lancio).

Oppure quella di offrire, alla fine del pranzo nunziale, i confetti agli invitati; tradizione che con il tempo ne fece nascere un’altra: la bomboniera nuziale, ripiena di deliziosi confetti racchiusi, sempre in numero dispari (1, 3 o 5), in un fazzolettino di tulle, omaggiata agli ospiti, in segno di riconoscenza e gratitudine per i doni ricevuti e per aver condiviso insieme alla coppia di sposi un giorno così importante.

Confetti dispari…ci avete fatto caso a questo dettaglio? Anche qui la risposta è legata alle tradizioni:

  • 5 confetti rappresentano un augurio di salute, fertilità, lunga vita, felicità e ricchezza;
  • 3 confetti simboleggiano la coppia di sposi ed il primo figlio (sono, quindi, intesi come simbolo di fertilità e augurio di indissolubilità del matrimonio);
  • 1 solo confetto rappresenta, secondo alcune tradizioni, l’indissolubilità della coppia di sposi che, in seguito al matrimonio, diventa un tutt’uno oppure, secondo altre usanze, si riferisce all’unicità dell’evento.

E’ sempre bello gustare un confetto soprattutto perché in Italia tante sono le aziende che producono questo delizioso dolce che conquista grandi e piccoli.

Come per esempio Buratti e le sue innovative varianti i mandorla tostata e ricoperta di finissimo cioccolato al latte; confetti dal morbido ripieno al gusto di frutta, anche nei golosi accostamenti: yogurt e frutti di bosco, vaniglia e lampone, ricotta e pera, etc..

Oppure Crismara con i cuoricini di cioccolata, le lenti e i tradizionali con mandorla d’Avola e Spagnola; ancora: Di Donato e i suoi Ricci di Mandorla e di Nocciola, i Cannellini, tanto amati da Giacomo Leopardi e i Viennesi, anime diverse ricoperte di cioccolato di vari gusti, protetto da un sottile strato di zucchero.

Così come Papa e le sue collezioni: bianchi d’Avola, Stelle, Dragée al cioccolato, Cioccogolosi, Perle, Esotici etc…

Insomma, con tutte queste eccellenze, è un dolce naufragar di sapori passare da un confetto all’altro, da un gusto all’altro… Come farne a meno?

Patrizia Scampoli

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